I frutti di una società senza onore, spirito di sacrificio e carità.

I frutti di una società senza onore, spirito di sacrificio e carità.

Non mi dilungherò sulla barbaricità della società in cui viviamo, la società della democrazia, tolleranza, dei diritti, del dialogo, dell’accoglienza, ecc. ecc. Non mi piace vincere facile e lo faccio quasi ogni giorno.Mi limito a questa considerazione più storica, ma sempre attuale.La introduco volgendo l’attenzione non tanto alla vittima e al suo orribile destino né all’infame assassino, cui auguriamo giustizia immediata (e conversione nell’anima), ma agli altri tre “protagonisti” della vicenda, ovvero il ragazzo con cui era uscita e che l’ha lasciata sola di notte, e i due passanti motociclisti.

Tutti noi, da quando siamo nati, siamo stati indottrinati che la società del Medioevo era buia e ricca di tutto il male possibile, ma poi per fortuna sono arrivati i lumi, la Rivoluzione Francese, la modernità, il Sessantotto, ecc. ecc. che ci hanno emancipato, liberato, ecc. ecc.. Orbene, il cuore, l’anima della società medievale risiedeva nel concetto di sacrificio, per Dio e per il prossimo. Il sacrificio per il prossimo diveniva anche “sociale” e quindi comunitario, effettivo nel rapporto con gli altri. Da questa mentalità nacque la conversione delle bande armate a valori superiori, e queste stesse si trasformarono in “cavalleria”. Uno dei principi essenziali della cavalleria era appunto la difesa del prossimo, specie se più debole, specie se donna.

Nel buio Medioevo, sarebbe stato inconcepibile non tanto che una persona potesse essere bruciata, ma che un uomo potesse lasciare una fanciulla di notte da sola per strada. E sarebbe stato ancor più inconcepibile che due uomini, vedendo una fanciulla correre chiedendo aiuto, scappassero via. Questo è l’antitesi della concezione della cavalleria, è l’antitesi della concezione della carità verso il prossimo. Per la mentalità medievale, i due “motociclisti” non erano troppo differenti dall’assassino mostro.

Si può avere paura di affrontare il criminale della situazione, questo sì (non siamo tutti Rambo), ma scappare via come se nulla fosse… no.Ma questa mentalità non appartiene solo al Medioevo: ancora con i nostri nonni, e forse con i nostri padri, tutto questo sarebbe stato inconcepibile.E se anche fosse avvenuta una cosa simile, tutti costoro avrebbero pagato amarissimamente le loro scelte.

Ancora una volta: più la società diviene individualista, atomista, “dirittista”, economicista, a-morale, più diviene menefreghista, violenta, disumana, mostruosa. Crediamo di essere furbi, ma siamo solo idioti e pazzi. Più una società, di contro, è fondata non sui diritti ma sui doveri, sul sacrificio di sé, sulla fede in Dio e sul concetto di fedeltà e onore, più diventa comunitaria e radicata sulla carità sociale e fraterna.

Care femministe, volete difendere le donne? Tornate allo spirito del Medioevo e riscoprite la vera carità e la vera civiltà: che era quella cristiana, quella della cavalleria. Non siete mai state così protette come quando vi era la Chiesa, la cavalleria e il senso dell’onore a reggere il cuore degli uomini. Cari uomini, volete giustizia? Lasciate perdere i diritti e gli storti, e ritrovate il senso dell’onore, del sacrificio di sé, del donarsi agli altri, della carità.

E il mondo inizierà a cambiare. E, comunque, quello che stiamo vivendo è la fine infernale della società dei diritti e degli storti. Quindi, prima capiamo, prima cambiamo, prima il sole del passato tornerà a splendere nel nostro futuro. Una preghiera per la povera ragazza e per i suoi genitori e cari. E la richiesta di giustizia immediata. Una giustizia che non sia, come sempre oggi, violentata da giudici senza onore che daranno ridicole condanne poi sempre abbreviate. E… non solo per l’assassino, ma anche per uomini senza onore, figli di una società senza onore, senza giustizia, senza carità.

Ancora una volta, abbiamo avuto una riprova che la tolleranza è antitesi della carità.

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