La posta di Alessandro Gnocchi.

La posta di Alessandro Gnocchi.

Caro Alessandro Gnocchi,

le scrivo in breve per chiederle: cosa facciamo? La crisi della Chiesa non risparmia nessuno, cadendo il Papa, si brancola nel buio, perché viene a mancare la visibilità della Chiesa e dunque ci si chiede dove è visibile oggi la Chiesa? Il buio è tanto grande che ci si chiede dove stia il nostro Ovile. Io ho un’unica certezza, quella che bisogna salvare la fede e cercare nel proprio piccolo di fare tutti quegli atti possibili per ricostruire dentro la propria famiglia la Città di Dio e partendo da questo piccolo mondo espandere il Regno di Dio, agli amici, sul lavoro, ovunque. Se avessi soldi farei una scuola veramente cattolica, una cappella da dare a quei sacerdoti ai quali non vengono date le chiese, un posto dove ospitare fedeli, dove insegnare ai ragazzi un lavoro, dove fare buone conferenze, trasmettere la dottrina… Ma il Buon Dio pare lasciarci come abbandonati, con le nostre piccole e grandi croci, per farci meritare qualcosa e per farci probabilmente capire che non siamo noi ma è Lui a salvare. Lei, dottor Gnocchi, ci aveva promesso che ci avrebbe detto cosa si può fare in questo panorama disastroso, dove la paglia sembra diventata pesante anche per i più tenaci. Che fare dunque?

La ringrazio, con stima,

Annarita

Continua quì…


Caro Alessandro Gnocchi,

le scrivo in breve per chiederle: cosa facciamo? La crisi della Chiesa non risparmia nessuno, cadendo il Papa si brancola nel buio, perché viene a mancare la visibilità della Chiesa e dunque ci si chiede: dove è visibile oggi la Chiesa? Il buio è tanto grande che ci si chiede dove stia il nostro Ovile. Io ho un’unica certezza, quella che bisogna salvare la fede e cercare nel proprio piccolo di fare tutti quegli atti possibili per ricostruire dentro la propria famiglia la Città di Dio e partendo da questo piccolo mondo espandere il Regno di Dio, agli amici, sul lavoro, ovunque. Se avessi soldi farei una scuola veramente cattolica, una cappella da dare a quei sacerdoti ai quali non vengono date le chiese, un posto dove ospitare fedeli, dove insegnare ai ragazzi un lavoro, dove fare buone conferenze, trasmettere la dottrina… Ma il Buon Dio pare lasciarci come abbandonati, con le nostre piccole e grandi croci, per farci meritare qualcosa e per farci probabilmente capire che non siamo noi ma è Lui a salvare. Lei, dottor Gnocchi, ci aveva promesso che ci avrebbe detto cosa si può fare in questo panorama disastroso, dove la paglia sembra diventata pesante anche per i più tenaci. Che fare dunque?

La ringrazio, con stima,

Annarita

Continua quì…


Caro Alessandro,

perdoni la confidenza se la chiamo per nome, ma lei per me e penso per tanti lettori è un amico. Seguo sempre la sua rubrica e mi trovo quasi sempre nelle sue affermazioni. Però ultimamente mi pare troppo severo e così si rischia di creare divisioni anche tra noi tradizionalisti. Forse dovremmo guardare le cose con un po’ più di fiducia anche riguardo a questo Papa. Mi rendo conto che ha fatto un sacco di discorsi che hanno portato confusione, ma alle volte sembra che non vogliamo vedere le cose buone che ci dice, come ultimamente l’invito a non fare l’errore di amare gli animali più dei propri parenti, delle persone che abbiano vicino. Per quanto riguarda la questione del diaconato femminile, poi, mi pare che sia tutta colpa dei giornali. Il Papa ha detto solo che non sarebbe contrario e che la cosa va studiata. Insomma, vedremo e può darsi che la storia della Chiesa ci riservi delle sorprese. Concludo con una domanda diretta: con le sue prese di posizione non pensa di essere divisivo?

La ringrazio e la saluto

Augusto Broglia

Continua quì…


Cari amici,

mai come di questi tempi, così avari di buoni pastori, tanti cattolici si sentono spronati ad aguzzare la vista in una penombra desolante, a tendere l’orecchio verso qualche voce che parli con parole riconoscibili e di casa. Per questo sono particolarmente sensibile anche al solo timore che i pochi punti di riferimento dati per certi possano venire meno. E non è strano che un buon numero di vostre lettere manifestino tale preoccupazione a seguito dei recenti incontri tra i vertici della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) e l’attuale Pontefice. Ciò pur tenendo conto di tutte le precisazioni che ne sono seguite, perché una mappa dei commenti e dei sommovimenti sorti in proposito all’interno della stessa Fraternità fondata da monsignor monsignor Marcel Lefebvre presenta uno spettro di posizioni così ampio da rendere legittimo più di qualche allarmato interrogativo.

Continua quì…


Cari amici,

uno punti comuni a tutte le vostre lettere sull’attuale situazione della Chiesa è la dolorosa constatazione di far parte di un piccolo gregge abbandonato dai pastori. Ed è significativo il fatto che queste riflessioni non riguardino tanto l’attuale Pontefice, venuto dalla fine del mondo e avviato verso la fine del mondo nelle sua folle guerra a Cristo e alla Chiesa cattolica. Il piccolo resto cattolico non si fa più illusioni sul vescovo di Roma, anzi ha imparato rapidamente a diffidarne e a difendersi dai colpi di flagello con cui batte quotidianamente il Corpo Mistico di Cristo. Non si scandalizza se, parlando di un simile fenomeno, si usano espressioni come “tizzone d’inferno” (cfr. Tex Willer per i fumettari e i Promessi sposi per gli intellettuali). Il piccolo resto non ha i fremiti clericali di certe anime belle foderate con polverose tappezzerie clericali di fine Ottocento intente a baloccarsi con il “rispetto e l’ossequio comunque dovuti al successore di Pietro” mentre lui, il “successore di Pietro”, continua a devastare, reprimere e opprimere.

Non è l’opera di Bergoglio a stupire e ferire tanti cattolici, ma la sconsolata constatazione che non c’è un solo pastore dotato di lucidità, coraggio e forza per dire la verità tutta intera pubblicamente ed efficacemente. Quel poco che è uscito a commento della nefasta Amoris laetitia, un vero e proprio atto di perversione della fede cattolica, non basta. I testi diffusi in queste settimane come manifesti della resistenza cattolica sono solo il povero mormorio timoroso e attenuato dai “se”, dai “ma” e dai “forse” di chi non vuole o non può parlare e, alla fine, abbandona il gregge.

Continua quì…


Cari amici,

se al termine di un’epoca tutto si fa più urgente e precipitoso, è difficile immaginare che il collasso dei nostri tempi sia troppo lontano. Se il motus in fine velocior caro ai latini ha un fondo di sapienza, l’inaudito che alcuni temono e altri sperano potrebbe palesarsi dietro la prossima svolta di una strada sempre più faticosa e oscura. Non si tratta necessariamente della fine di tutto, invocata da un numero sempre più grande di anime doloranti per lo strazio di Cristo esibito al plaudire del mondo. “Ma non può durare ancora a lungo così”… dicono molte vostre lettere. E poi si confida lo stesso pensiero per telefono, lo si argomenta nelle conversazioni e anche in certi colloqui spirituali, mentre aleggia, sempre più percepibile, un’inedita nostalgia di catacomba e, insieme, di battaglia di Vienna.

Ma se il rapido diffondersi di questo sentire è sorprendente, lo è ancora di più il fatto che affiori anche in tanti cattolici che poco o nulla sanno della “Tradizione” pronunciata con la “T” maiuscola e messa tra opportune quanto altere virgolette. Stupisce, e allo stesso tempo conforta, che compaia in belle anime cresciute misteriosamente in parrocchie, movimenti, istituti religiosi e ordini devastati dal disprezzo per la fede in Cristo. Probabilmente, tale irrevocabile e radicale opposizione al disfacimento si palesa in questi cristiani perché si sono inselvatichiti al punto giusto, come certi fratelli che vivono da tempo di tradizione ai margini di un mondo e di una Chiesa votati allo scempio del divenire e alla tirannia del consenso. Sono forse proprio loro, per grazia di Dio refrattari al logorio di una Chiesa nichilista, nell’assetato affrettarsi alle fonti, a testimoniare con forza che motus in fine velocior. E, come i fratelli di autentica e selvatica tradizione, svolgono tutti lucidamente lo stesso ragionamento, che passa attraverso le stesse considerazioni, poste nello stesso ordine come stazioni di un nuovo Calvario: il dolore per la diabolica autodemolizione della Chiesa, la costernazione per l’assenza di pastori che osino parlare e difendere il gregge con chiarezza e senza timore, la trepidazione per l’interrogativo sul che fare in un panorama così desolato.

Continua quì…


I buoni credono sempre nelle fiabe: è un bene ed è una consolazione perché, per la parte che spetta agli uomini, è proprio questa fiducia bambina nel soprannaturale che salverà il mondo. Credono in quella che Tolkien chiamava eucatastrofe, il repentino e misterioso mutamento in bene di una situazione che pareva perduta. Vedono la storia attraverso autentici veli apocalittici, i soli attraverso i quali, del resto, abbia un senso guardare anche il più piccolo accadimento umano. Altro che segni dei tempi.

Per questo, molte lettere scandalizzate da quella specie di telenovela argentina che si intitola Amoris Laetitia sono arrivate in redazione portando in calce una domanda riassumibile così: quanto attenderà ancora Dio prima di fulminare un mondo e una Chiesa compiaciuti dalle gesta di quel tizzone d’inferno chiamato Francesco? Stessa domanda che conclude tante mail private e tante telefonate, angosciate e smarrite, in cui si invoca un giusto castigo di Dio che finalmente ponga termine allo scempio del Corpo Mistico di Cristo compiuto dal Vicario di Cristo e goduto dalle sue membra impazzite.

Continua quì…


Caro dottor Gnocchi,

mi sono commosso nel vedere Papa Francesco fare la lavanda dei piedi anche a tre musulmani. Sono sicuro che quel gesto di grande carità sia un’ammonizione per noi tutti: di fronte all’odio rispondere con l’amore e mettendosi al servizio, mostrare come si possa essere fratelli anche se si dà un nome diverso a Dio. Sono convinto che anche tanti musulmani che forse avevano qualche simpatia per i fondamentalisti siano stati colpiti da un esempio così forte. È vero che Papa Francesco tante volte ha detto cose che hanno lasciato dubbi, però la grandezza del gesto della lavanda dei piedi non lascia dubbi. Io credo che anche lei questa volta abbia ammirato il Papa.

Floriano Macrelli

Continua quì…


Caro signor Gnocchi,

tra poco si andrà a votare in più di 1.300 comuni italiani. Vanno al voto anche grandi città come Roma, Milano, Bologna, Napoli, Torino. Abbiamo visto in questi ultimi anni troppi sindaci e assessori vari prendere decisioni inaccettabili per un cattolico. Pensi solo a tanti libri e libretti diffusi nelle scuole materne ed elementari per diffondere le varie idee sul “gender”. Insomma, i maggiori danni li fa la politica nazionale a Roma, ma anche i sindaci possono fare dei bei danni e li hanno già fatti da tante parti. Lei non crede che sarebbe dovere dei parroci e dei vescovi, della chiesa in genere, dare indicazioni chiare agli elettori? Secondo me la chiesa avrebbe questo dovere, perché un cattolico non deve votare per persone che poi agiranno contro la morale, ma tanti elettori possono non essere a sufficienza informati. E non pensa che sarebbe opportuno estrapolare qualche frase dai pur discutibili discorsi di papa Francesco e usarla magari su volantini o brochure da distribuire tra i cattolici? In fondo, se lo “usano” gli altri perché non dovremmo farlo noi?

Mi piacerebbe sapere il suo parere. La ringrazio e la saluto

Emidio Bongiovanni

Continua quì…


Gentilissimo dottor Gnocchi,

davanti allo scempio della morale che sta passando a colpi di legge, mi pare che non serva essere cattolici per capire che siamo al disastro. Basta ragionare da persone normali. Per questo mi chiedo se tutto il dibattito, senza essere ricondotto alla fede, non si possa affrontare in modo più efficace dentro il quadro di una sana laicità in cui si accettino regole condivise da parte di tutti i protagonisti.

La ringrazio per l’attenzione

Osvaldo Caroli

Continua quì…


Gentile signor Gnocchi,

prendo spunto dalle sue riflessioni sul Family Day, ma non lo faccio per polemica, anzi. Io, che ero a Roma, sono stata colpita dai suoi interventi, in particolare dall’ultimo. Mi ha fatto riflettere specialmente il punto in cui dice che sarebbero stati più efficaci due milioni di Messe che due milioni di presenze in piazza. Siccome la seguo da tempo e noto che lei torna spesso sulla questione della liturgia e della Messa vorrei chiederle un approfondimento in proposito.

Grazie

Letizia Donelli

Continua quì.


Egregio dottor Gnocchi,

ho esitato a scriverle dopo la sua intervista all’avvocato Elisabetta Frezza su Family Day e legge Cirinnà, ma mi sono deciso a farlo dopo la sua risposta alla lettrice della scorsa settimana, che tornava sull’argomento anche se in modo più ampio. Devo dirle che io facevo parte dei due milioni del Circo Massimo e mi sono sentito offeso da quanto lei ha scritto e anche da quanto ha sostenuto l’avvocato Frezza. Se ho ben capito il suo ragionamento, noi che siamo scesi in piazza saremmo dunque un branco di fessi che non capisce niente, ma forse è meglio far qualcosa piuttosto che rimanere inerti. Con la mia famiglia e tanti miei amici ci siamo alzati alle quattro di mattina, abbiamo fatto una gran fatica per andare in piazza a difendere la verità. E voglio anche precisare che per farlo non è necessario affermare sempre, come invece dice lei, la propria appartenenza religiosa, basta mostrare l’appartenenza alla famiglia umana, altrimenti chi chiudiamo in un ghetto e non contiamo più nulla. Ma facciamo pure l’ipotesi che abbiamo sbagliato. Anche se così fosse, quando qualcuno ci chiederà conto di cosa abbiamo fatto per combattere questo schifo noi potremo dire che quel giorno c’eravamo, lei invece che cosa dirà?

Grazie per l’attenzione

Filippo Nobili..

Continua quì…


Gentilissimo dottor Gnocchi,

seguo fin dall’inizio la sua rubrica di posta, che apprezzo per la chiarezza e la capacità di andare controcorrente. Non le nascondo però che a volte la sua intransigenza mi pare che possa risultare controproducente. E mi chiedo anche se sia sempre opportuno far risalire alle proprie prese di posizione su questioni sociali e politiche alla fede cattolica. Le faccio un esempio attuale: come possiamo contrastare in ambito laico la Cirinnà se mettiamo avanti la nostra fede? D’altra parte, mi rendo conto che a forza di metterla da parte si finisce per dimenticarla. Ma allora che cosa bisogna fare?

Grazie per l’attenzione e per quanto sta facendo.

Lorenza Chiarini

Continua quì…


Gentilissimo Alessandro Gnocchi,

mi presento dicendole subito che sono ateo. Mi sforzo di esserlo con onestà e coerenza, anche se con il passare del tempo e l’accumularsi degli anni temo che onestà e coerenza comincino a vacillare. Sono cresciuto in una famiglia in cui l’ateismo era una fede e mi parrebbe di tradire i miei legami più intimi se pensassi che esiste qualche cosa oltre la vita su questa terra. D’altra parte, vedo che ai preti del giorno d’oggi interessa poco la conversione di quelli come me, forse perché non ci credono più neanche loro. È stato Scalfari a scrivere che l’attuale Papa gli ha chiesto di non convertirsi. Non so se è vero, però è verosimile. Ora lei si chiederà perché scrivo proprio a questo sito e alla sua rubrica e la risposta è molto semplice. Perché questo è un luogo in cui trovo qualcosa che forse sto cercando senza avere il coraggio di confessarlo. Sappiate che parlando con serietà e amore della vostra fede parlate anche a chi quella fede non l’ha. Per favore, non smettete di farlo almeno voi.

Grazie

Piergiorgio Tommasoni

Continua quì…


Gentile Alessandro Gnocchi,

non vorrei scatenare ulteriormente la sua indignazione per le “stravaganze” del VdR, però, quando è troppo è troppo: dunque, secondo il comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, in data 25 gennaio, “Sua Santità Francesco ha in animo di prendere parte ad una cerimonia congiunta fra la Chiesa Cattolica e la Federazione Luterana Mondiale, per commemorare il 500° anniversario della Riforma, in programma a Lund, Svezia, lunedì 31 ottobre 2016”. Mi faccio una piccola domanda: “Ci sta prendendo tutti per il naso?”. Perché un giorno pare sia l’ortodossia in persona, il giorno dopo, con un triplo salto mortale indietro eccolo pronto a commemorare Lutero. Ma di chi stiamo parlando? Di un Papa o di un saltimbanco? E mi scuso per l’irriverenza.

Marianna S.

Continua quì…


Gentile dottor Gnocchi,

sono un cattolico di 40 anni un po’ confuso di fronte a una Chiesa che approva un movimento come quello neocatecumenale (e forse probabilmente non solo) e non accoglie, invece, la Fraternità San Pio X; confuso di fronte ad un Papa, di cui pur ammiro alcuni gesti di umiltà, ma di cui leggo anche frasi sinceramente sconcertanti, come ad esempio “Dio non è cattolico”, “Non m’interessa se un bambino viene cresciuto da genitori cattolici” o altro ancora. Sono al momento un po’ spaesato, devo ammettere, e quasi giunto a chiedermi se esiste ancora la Chiesa cattolica. Imbattutomi in questo sito scrivo forse per avere qualche lume in più che mi aiuti a capire in che direzione stiamo andando noi cattolici. Sperando in una gentile risposta invio cordiali saluti.

Cristian

Continua quì…


Gent.mo dott. Gnocchi,

ho avuto modo di leggere con particolare attenzione la risposta data al signor Peracchio nella sua rubrica “Fuori Moda” di martedì scorso.  Quanto da lei affermato ha posto un grave e serio problema di coscienza, non avendo, sia per cultura che per intima convinzione, la serenità necessaria per, mi passi questo “brutto” termine, “sfiduciare” il Papa. Nello stesso tempo mentirei a me stesso se non affermassi di sentire nel più profondo del cuore un forte disagio per gli accadimenti che hanno caratterizzato e caratterizzano il pontificato di papa Francesco. Non è necessario fare un elenco tutto quanto accaduto negli ultimi tre anni in seno alla Santa Chiesa, mi limito all’ultimo indegno spettacolo del “Vatican disco dance”, spettacolo che mi ha profondamente ferito e per il quale tutti coloro i quali ancora credono in Gesù Cristo quale Unico Salvatore del mondo dovrebbero innalzare suppliche e preghiere al Signore Nostro affinché, per intercessione della Beata e Sempre Vergine Maria (la grande assente della Festività dell’Immacolata) e del Principe degli Apostoli “perdoni loro perché non sanno quello che fanno!”. La domanda che le pongo è questa: al punto al quale siamo arrivati cosa deve fare chi crede solamente nelle Verità di Fede custodite da millenni dalla Santa Chiesa fondata da Gesù Cristo e posta sotto la materna protezione della Vergine Maria e sul fondamento degli Apostoli?

La ringrazio e colgo l’occasione per inviarle i miei più cari auguri di Buon Natale.

Sia lodato Gesù Cristo

Roberto Federici

Continua quì…


Caro dottor Gnocchi,

più le cose del mondo e della fede sembrano rotolare,  più emergono ambiguità di ogni genere, anche dai discorsi e dall’agire del Papa, e più sembra dilagare la corsa a citare il Papa, almeno là ove sembra di poter trarre frasi giuste, buone e in linea con la fede e la dottrina cristiana. Questo modo di agire, che sembrerebbe lecito anche se spesso comporta il mettere in ombra frasi, battute e azioni di segno opposto, viene adottato da vescovi, sacerdoti, sociologi, giornalisti e intellettuali. Potrebbe darci un suo approfondimento sui vari aspetti di opportunità e/o inopportunità di una tale scelta?

Grazie,

Andrea Peracchio

Continua quì…


In poco più di una giornata sono arrivate in redazione molte lettere, e tutte trattano lo stesso argomento: lo “spettacolo” proiettato sulla facciata della Basilica di San Pietro, intitolato “Fiat Lux: illuminiamo la nostra casa comune”. Queste lettere esprimono stupore, indignazione, smarrimento di fronte a un evento giudicato, dai più benevoli, di cattivo gusto e di scarsa comprensibilità. Abbiamo così deciso di pubblicare una risposta che vale per tutti i lettori che su questo argomento hanno scritto a Riscossa Cristiana, e che ringraziamo per la loro attenzione e partecipazione a questo rubrica.

Continua quì…


Per gli articoli più vecchi vai all’archivio…

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...