La Croce, la legge e la fede.

La fede è assenso dell’intelletto alla ragione.

Non si può amare ciò che non si conosce.
Il rapporto tra fede, legge e Croce è un rapporto complesso e spesso difficile da cogliere. Ai lati della croce si trova spesso rigore e lassismo. Sostenere che la salvezza è operata dalla croce e dalla necessaria adesione di fede, può indurre a mettere l’accento unicamente sulla misericordia, tanto da far ritenere che la fede da sola sia sufficiente, poiché ciò che conta è lo spirito e che qualsiasi forma di legge è obsoleta. Al contrario, considerando il sacrificio cruento di Cristo, con il suo esempio di obbedienza e di abnegazione, capita a volte di ridurre l’efficacia della croce a qualcosa di meccanico legato a dei sacrifici e a dei rituali.

In realtà, questa dualità attorno alla Croce può essere riassunta molto spesso nel sacrificio di amore o di verità. Sull’altare dell’amore misericordioso, è sacrificata la verità. Sull’altare della verità è sacrificato l’amore misericordioso. O con le parole del salmo “Amore e Verità si abbracciano.” Come ha ricordato Benedetto XVI nella sua enciclica Caritas in Veritate, non ci può essere verità senza amore, né amore senza verità. Una verità priva di amore non può essere una verità divina. Un amore che esclude o diminuisce la verità, non può essere in alcun modo un amore divino. L’amore presuppone la verità. Ma la verità è una legge assoluta, se non la legge di Dio per eccellenza. Perché altrimenti Dio ci chiede di essere nella verità, di vivere nella verità e non soggetti al principe della menzogna?

Avere fede è prima di tutto aderire alla verità divina, in modo da riconoscerla e cercare di possederla. Non riconoscere o non aderire alla piena verità di Dio alla fine è non amare Dio come egli è, è amare Dio amputato di parte della sua verità, a volte è scegliere e costruire il proprio Dio. La verità è la legge nel senso che è normativa. Niente al mondo può rendere falsa la verità. Per questo la verità si impone su di noi come una legge ed è a questa legge vera che la fede è invitata ad aderire.
Inoltre, la fede è un atto di adesione alla legge divina della verità. Negare la legge è negare la fede. Ecco perché dobbiamo amare la Legge che si impone su di noi come Verità, cioè come conoscenza di Dio e quindi come cammino verso Dio. Riconoscere la verità di Dio, espressa nella Legge è quindi una tappa essenziale nel cammino verso Dio. La Croce non abolisce per nulla la Legge, la porta a compimento aprendo alla conoscenza dell’uomo e all’adesione della fede, il volto oramai completo di Dio.
Per bocca di Isaia, il Signore dice a proposito del Monte Santo: “Non si farà né male né distruzione su tutto il mio monte santo, poiché il paese sarà ripieno della conoscenza dell’Eterno, come le acque ricoprono il mare“. (Is 11.9.) In Osea, Dio piange: “Il mio popolo è in esilio per mancanza di conoscenza”. Il dramma dell’uomo e dell’umanità risiede in questa terribile lacuna nella conoscenza di Dio. Se consideriamo con sant’Agostino che conoscere Dio è amarlo, allora si comprende lo stretto legame tra la conoscenza di Dio, quindi la sua verità, e l’applicazione dei suoi comandamenti non per costrizione, ma per amore.
Se Dio è verità, se le sue leggi sono verità, allora la Verità di Dio è una realtà che si impone su di noi. Anche conoscere Dio non è altro che vivere nella verità. Se conoscere Dio è amarlo, allora conoscere Dio è anche conoscere la verità e amarla. Ecco perché sul monte santo, nel regno dove Dio è riconosciuto e amato, non può esserci del male, perché non può esserci menzogna. Se la verità è Dio, allora la pratica della verità e delle sue leggi è anzitutto un atto di amore, un’adesione piena d’amore rimanere con Dio ed in Lui. Anche colui che cerca la verità, colui che conosce Dio, si allontana automaticamente dal male, conseguenza dell’ignoranza e dell’allontanamento da Dio. La pace di Dio è legata alla conoscenza di Dio, da un lato perché conduce alla visione beatifica e dall’altro perché allontana dal male. Conoscere e amare Dio è il baluardo più sicuro contro l’agitazione e l’angoscia, contro gli assalti del male. L’Apostolo stesso dice: “Se Dio è con me, che male posso temere? “
È quindi di vitale importanza per il cristiano approfondire la sua conoscenza di Dio e di conseguenza la sua frequentazione di Dio per premunirsi contro il male che lo può assalire o che può commettere, ma anche per diffondere intorno a sé la vera conoscenza di Dio. Infatti sapere dell’esistenza di Dio non è sufficiente. Per essere salvati, per vivere uniti a Dio, lo dobbiamo conoscere perché lo si deve amare in verità e non in una visione parziale.

Cyril Brun – Tradotto da FdS (lafededisempre@bluewin.ch)

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