Danilo Quinto. Il continente della legge divina .

Danilo Quinto. Il continente della legge divina.

«Prima di uscire di casa ho visto il Messaggero ma non c’era ancora un esito definitivo». Sembra la frase di un impiegato che parla con il suo collega nella metropolitana.
La casa in questione, però, è Santa Marta. L’impiegato è il Papa, che sull’aereo che lo porta in Armenia, dice ai giornalisti: «L’esito referendario ci richiede una grande responsabilità per garantire il bene del popolo del Regno Unito e, nello stesso tempo, la convivenza per il continente europeo. Ma avremo modo di parlarne al rientro, durante la conferenza stampa di ritorno».In attesa di quello che dirà al rientro, è sufficiente quello che ha già detto.

È entrato a piedi uniti nel dibattito politico, lui che governa i Vescovi suggerendo loro di non immischiarsi su una legge immonda come il matrimonio sodomitico.

Ha richiamato il concetto di grande responsabilità, facendo rientrare – con quel ci – anche la sua. Insieme a quale responsabilità? A quella di un ceto politico, che ha distrutto l’Europa. L’ha resa terreno di conquista per milioni e milioni di persone che per un millennio i Papi, i Santi, i Re e gli Imperatori cristiani hanno combattuto, per difendere Cristo e la sua identità cristiana. Ha consentito che nel suo territorio operino bande organizzate di tecnocrati, di banche, di finanzieri e di massoni, al servizio di Mammona. Ha distrutto in modo scellerato le monete dei singoli Paesi, sostituendole con una moneta artificiale, controllata da una Banca Privata, alla quale è stato delegato il potere di gestire la vita di centinaia di migliaia di persone. Ha seppellito il diritto naturale, con le sue risoluzioni pro-aborto – che hanno concorso a produrre l’incredibile cifra di un aborto ogni 25 secondi nell’Unione – contro l’obiezione di coscienza, pro-eutanasia, pro fecondazione assistita, pro unioni tra persone dello stesso sesso, pro adozioni di bambini per le coppie di persone dello stesso sesso, pro insegnamento del piacere della masturbazione sessuale e del suo godimento per i bambini dagli 0 ai 4 anni, pro legalizzazione della cannabis.

Il Papa chiede di garantire il bene del popolo del Regno Unito e, nello stesso tempo, la convivenza per il continente europeo.

Quale bene per il Regno Unito? Quello dei 300 calciatori che diventeranno extracomunitari o dei poveri studenti che tra due anni non potranno usufruire delle agevolazioni o il bene dei bambini inglesi, che dalla loro Università più prestigiosa, quella di Oxford, che qualche anno fa – con la pretesa di una rilettura del Nuovo Testamento – sono stati invitati a recitare così il Padre Nostro: “Padre/Madre nostro che sei nei cieli”, in omaggio a quella cultura omosessualista e del gender che non si dovrebbe giudicare, che plasma le coscienze in modo spregiudicato e vile, per orientare la volontà popolare?

Quale convivenza per il continente europeo? Quella garantita da un’Europa senza Dio e senza legge morale, che per perseguire il suo progetto satanico fa leva sul diritto, la politica, il costume, i mass media, l’ingegneria sociale, la finanza, i poteri occulti e la tecno-scienza?

Scriveva Mario Palmaro: «L’Europa si autodistrugge per volontà di élite numericamente insignificanti, ma dietro il velo giustificatore della volontà democratica. Una magia che nella storia non era mai stata tentata». Con le sue dichiarazioni, il Papa concorre a questa auto-distruzione, perché la giustifica e l’asseconda. Non serve un’Europa che garantisca una convivenza che con il solo uso della pratica omicidiaria e legalizzata dell’aborto consente uno sterminio dei suoi abitanti superiore ai 70 milioni di morti della seconda guerra mondiale. Non serve un’Europa che non fa più figli, perché una società che non fa figli è una società già morta. Non serve un’Europa che s’inchina all’occupazione del suo territorio ad avanguardie islamiche per le quali quel territorio diventa il loro territorio. Non serve sognare un’Europa «che promuove e tutela i diritti di ciascuno, senza dimenticare i doveri verso tutti o in cui non si possa dire che il suo impegno per i diritti umani è stato la sua ultima utopia» – come disse il Papa nel corso del suo intervento al Parlamento europeo – perché l’Europa dei diritti è l’Europa della Rivoluzione Francese, è l’Europa che sancisce il diritto all’aborto. È questa l’Europa che il Papa vuole?

L’Europa scristianizzata c’è. È quella di cui facciamo parte e che sta davanti ai nostri occhi. Non ci piace. Perché non crediamo nei diritti (umani), ma nei diritti di Dio. Non crediamo nella convivenza democratica, ma nella convivenza spirituale tra le persone che diventano popoli. Non crediamo nell’Europa massonica, che ha negato le radici cristiane nella Costituzione e nei Trattati europei, ma in un’Europa che si è forgiata attraverso la costruzione delle Chiese e delle Cattedrali, mète dei pellegrini, simboli di amore per Dio, di cultura, conoscenze, tradizioni e, come ebbe a dire Cervantes, costruttori e unificatori dell’Europa; delle Università e dei clerici vagantes, che furono portatori di conoscenza e testimoni del senso di appartenenza e d’identità tra i giovani più colti del Medioevo (altro che Erasmus!); dei Monasteri e dei monaci, che attraverso la preghiera, il lavoro, l’obbedienza e la solitudine, fecero da tramite tra gli esseri umani e Dio, diffondendo il germe della rinascita culturale, morale e civile nelle terre evangelizzate, iniziando a tessere quello che sarebbe stato il contesto sociale delle successive epoche e fungendo, attraverso il lavoro degli amanuensi, da memoria storica della civiltà classica. Grazie a loro, l’Europa divenne il continente della legge divina.

Ora, la legge divina in questa Europa è stata spazzata via. La vittoria di Brexit nel Regno Unito può rappresentare un’occasione storica per rifondare l’Europa sui suoi principi spirituali, quelli cristiani. Le garanzie di convivenza dei popoli europei le può dare solo Cristo. È questo che il Suo Vicario dovrebbe affermare per evangelizzare l’Europa.

Il 22 giugno scorso è stato un gran giorno. Non per le sette, le conventicole, le consorterie cattoliche, ma per i singoli cattolici. Hanno l’occasione di operare, nel tempo che Dio gli concederà di vivere, perché le prossime generazioni possano abitare un’Europa affrancata dal dominio di Satana. Un’Europa libera, vera, che possa guardare solo a Cristo. Che la Vergine Maria possa proteggere la loro opera, che sarà difficilissima e piena di pericoli, a cominciare da quelli che una ben orchestrata propaganda mediatica e dei potentati politici ed economici ha immediatamente messo in piedi per incutere timori e paure, diffuse strumentalmente e in modo criminale.

Danilo Quinto – http://daniloquinto.tumblr.com/

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