Non nominare il nome di (Omissis) invano.

Non nominare il nome di (Omissis) invano.

Carissimo dottor Gnocchi,

non sono un tradizionalista, ma un semplice fedele che si è stufato di tutte le schifezze che trova nella sua parrocchia e ha scoperto che arrivano direttamente da Roma. Mi pare di capire che questo fiume melmoso sia iniziato parecchi anni fa, però adesso è diventato una cascata inarrestabile. So che il mio parere conta poco, in ogni caso voglio dirle che la apprezzo per la limpidezza e anche per la durezza dei suoi interventi. Potranno infastidire qualche baciapile, ai miei tempi si chiamavano così, ma le assicuro che anche nelle parrocchie vengono apprezzati perché fanno la carità della chiarezza. Non abbiamo bisogno di mammolette. Tra l’altro, mi chiedo come si potrebbe parlare di questi fatti tanto drammatici senza citare i responsabili e senza dire ciò che va detto. Se non è infernale l’ultima uscita di questo Papa sulle convivenze che sono meglio di tanti matrimoni, che cosa siamo ancora disposti a tollerare?
Grazie ancora per quanto fa per tutti noi

Eugenio Maccari


Caro Eugenio, sono io che la ringrazio per quanto dice. E le confesso che se continuo a scrivere, tra mille difficoltà e con un po’ di fatica, lo faccio per rendere giustizia alla verità, ma anche per il conforto di incontrare persone come lei. In questa lettera, caro Eugenio, si chiede come sarebbe possibile parlare dell’attuale disastro senza citare i responsabili e magari mantenendo toni che andrebbero bene per il tè delle cinque sorbito a bocca socchiusa, col mignolo levato e la pasticceria secca come rinforzino. La accontento rispondendole, un po’ per divertirci e un po’ per sperimentare, in una modalità adatta a quell’ossequioso arcobaleno che va dai tradizionalisti perbene scandalizzati dagli articoli di Riscossa Cristiana fino alla rassegna stampa di Radio Maria. Non troverà l’ombra del nome di Bergoglio e tutti dovrebbero essere contenti. Si lasci servire e mi dirà se ne è soddisfatto.

Dunque, caro Eugenio, lei mi dice che qualche risveglio si nota qua e là tra fedeli stufi della melma sotto cui affoga la fede ai tempi della miserevole misericordia spacciata da (OMISSIS). È vero, ma deve riconoscere che un gran numero di anime belle continua a dormire sognando in technicolor e in 3D quel furbacchione di (OMISSIS) nelle candide vesti di buon pastore e difensore dell’ortodossia cattolica.
Confesso di essere prevenuto, perché (OMISSIS) cominciò a starmi di traverso fin da quel 13 marzo 2013 in cui si fece sulla loggia di San Pietro con un “Buonasera” che di buono non lasciava presagire nulla: non la sera che andava a concludersi e neanche i giorni che sarebbero seguiti da lì alla fine del pontificato.

Da allora, non è quasi passato giorno senza che (OMISSIS) appiccicasse la sua pena sulla carcassa dei poveri cattolici, che lui proprio non riesce a sopportare. Ama veramente tutti il misericordioso (OMISSIS), sente all’unisono con chiunque il simpatetico (OMISSIS), si preoccupa persino delle sorti dei moscerini e dei microrganismi più insulsi l’ecoadoratore (OMISSIS), ma i cattolici proprio non riesce a digerirli: per questo li fa mangiare ad altri.

(OMISSIS) emette la condanna, poi accorrono sul posto le truppe scelte, le teste di cuoio di (OMISSIS). A seconda della necessità, intervengono: il portavoce di (OMISSIS) che spiega come il Verbo di (OMISSIS) non sia compreso dai vecchi arnesi della fede, il teologo preferito da (OMISSIS) che lancia le granate dottrinali sulle teste cattoliche per conto di (OMISSIS), il cardinale mondano che presenta le encicliche di (OMISSIS) spazzando via ogni residuato cattolico sulla strada di (OMISSIS), il commissario di ferro che normalizza per conto di (OMISSIS) l’istituto religioso troppo cattolico secondo i gusti di (OMISSIS), l’epuratore tele-radio-giornalistico che elimina i critici di (OMISSIS) sperando in un cenno d’intesa da parte di (OMISSIS) anche se prima stravedeva per il predecessore di (OMISSIS) e poi stravedrà per il successore di (OMISSIS).

Insomma, caro Eugenio, ci vengono a raccontare di chissà quali misericordiosi progressi e, invece, non è cambiato niente dai tempi della Buonanima, Mussolini intendo dire. Stesso schema e stessa moda in voga ai tempi del Duce: “(OMISSIS) ha sempre ragione”. La storia si ripete due volte, la prima in tragedia e la seconda in farsa.

Intanto lui, (OMISSIS), mentre la storia si replica in farsa, si dedica ai grandi temi e alle grandi manovre. Dopo pranzo, a Santa Marta discetta con Scalfari di un Dio che non sarebbe cattolico e della Verità che ognuno si fabbrica secondo la sua coscienza. Basta che non sia la coscienza così noiosa dei cattolici fissati con la dottrina, con la morale, con la liturgia e con tutte quelle regole che lui, (OMISSIS), quando era ancora in Argentina, aveva già mandato a farsi benedire da un pezzo. Poi sale in alta quota e chiede chi sia lui per giudicare (un dubbio che comincia a tormentare molti poveri fedeli disorientati dalle uscite ereticali di OMISSIS), salvo giudicare e far giustiziare tutti coloro che non gli piacciono. Poi torna a terra e santifica Marco Pannella ed Emma Bonino. Santi subito, persino prima che Pannella muoia, in modo che anche loro abbiano tempo e modo di rendere omaggio alla grande spiritualità di (OMISSIS).

Adesso, per venire all’ultima uscita anticristica, ci troviamo davanti a un (OMISSIS) che, nel corso dell’annuale Convegno ecclesiale della diocesi di cui è vescovo, sostiene che la convivenza è molto meglio di un gran numero di matrimoni celebrati in Chiesa. Non solo, dice anche che “una grande maggioranza dei nostri matrimoni sacramentali sono nulli” costringendo al lavoro straordinario il direttore della Sala Stampa. Nel testo ufficiale, “grande maggioranza” viene velocemente corretto con “parte”, ma la sostanza non cambia, anche se padre Lombardi, direttore della Sala Stampa Vaticana e portavoce di (OMISSIS), spiega che “Quando (OMISSIS) parla a braccio, il testo trascritto è sempre oggetto di una revisione” e “quando si toccano argomenti di un certo rilievo il testo rivisto gli viene sottoposto: è ciò che è avvenuto in questo caso”.

C’è da immaginarselo il povero portavoce di (OMISSIS) che porta le prime agenzie a (OMISSIS) e cerca di convincere che forse (OMISSIS) ha esagerato. “Grande maggioranza è troppo?”, “Sì, (OMISSIS), bisogna calare”, “In passato avevo detto metà”, “Sì, (OMISSIS), ma è meglio essere più vaghi”, “Va bene, facciamo ‘una parte’ e non se parli più”.

Ma questa, caro Eugenio, è solo la fantasia di un discoletto che si sentì indigesto fin dalla sera dell’elezione di (OMISSIS). Le cose sono andate sicuramente in modo più professionale e padre Lombardi ha potuto presentare all’universo mondo una saggia “parte” di matrimoni nulli in cui ognuno mette i numeri che vuole. Più difficile intervenire sulla questione delle convivenze, ma al portavoce di (OMISSIS) non si può chiedere l’impossibile: rettificherà il concetto se e quando al posto di (OMISSIS) ci sarà un cattolico.

Certo che, a ben vedere, il Convegno ecclesiale della diocesi di Roma ha costretto il portavoce di (OMISSIS) a fare gli straordinari. Non pago dello show su matrimoni e convivenze, (OMISSIS) ha spiegato anche che, nella vicenda evangelica dell’adultera, “Gesù fa un po’ lo …..”. Al posto dei puntini, nella registrazione, c’è un titolo non certo elogiativo che mi ripugna trascrivere, ma il sito vaticano ha prontamente tradotto con “fa il finto tonto”. Diavolo d’un (OMOSSIS) (nel senso ammirato di uomo dalle mille risorse e non di incandescente materiale infernale): se non lo marchi stretto ti brucia tutte le tappe e finisce il compito prima di terminare il pontificato. E poi cosa si fa? Si girano i pollici? Invece, i correttori di (OMISSIS) non hanno ritenuto grave il passaggio in cui (OMISSIS), sempre a proposito dell’adultera, dice che “Gesù manca, ha mancato verso la morale”. Lo hanno lasciato tale e quale, segno che il magistero di (OMISSIS) funziona, eccome.

Questo, caro Eugenio, è il pezzo scritto in punta di forchetta per non urtare quei signori che si schermiscono davanti a qualche vivida descrizione di (OMISSIS), ma evitano di dire il fatto suo a (OMISSIS) almeno quando dà dei titoli a Nostro Signore. Sono contento, perché ho visto che anch’io, impegnandomi, riesco a non commettere l’unico peccato mortale contemplato dalla neochiesa della misericordia: Non nominare il nome di (OMISSIS) invano. Cosa gliene pare?

Alessandro Gnocchi

Sia lodato Gesù Cristo

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