Quella chiesa che incensa Lutero.

Quella chiesa che incensa Lutero.

La Chiesa di sempre ha condannato Lutero (e il protestantesimo) indicendo il Concilio di Trento (dogmatico); la chiesa postconciliare, quella nata dal Concilio Vaticano II (pastorale, non dogmatico) lo eleva a modello anche per i fedeli cattolici. Evidentemente ci deve essere qualcosa che non quadra, considerando il fatto che il nero non può essere allo stesso tempo bianco, né l’errore allo stesso tempo verità, né il male allo steso tempo bene. Eppure è curioso costatare che in questi tempi “di aggiornamento” (forzato) viene derubricato ciò che è sempre stato condannato.

Così accade che la casa editrice EDB (Le Edizioni Dehoniane Bologna) inserisce e pubblica nella collana “Grandi mistici” anche Martin Lutero descrivendolo con queste parole: Gli accenti ascetici del monaco agostiniano e le sue idee sulla comunione con Cristo portano l’impronta della sua personale e specifica esperienza interiore, che non conduce nella direzione dell’esperienza estatica, ma in quella di una religiosità che culmina nell’unione con il divino”.

Unione con il divino”, è scritto proprio così!

Ciò significa dire l’esatto opposto di quanto sancito nel Concilio di Trento, indetto (Sessione III) per opporre uno scudo contro ogni eresia, condannando inequivocabilmente Lutero e il protestantesimo, come risulta ripetutamente nei documenti conciliari, come “nemici” ed “eretici”.

Vien da chiedersi dunque come sia possibile che una casa editrice che pubblica la “mistica” di Lutero si possa definire cattolica quando chiaramente tale termine stride con la presa d’atto dei fatti. “Il Centro editoriale dehoniano – sta scritto infatti sul suo sitoha nel marchio EDB una tra le più significative editrici cattoliche italiane”.

Certo una precisazione viene fatta, quando successivamente dice: Della Chiesa del post-concilio ha sempre accompagnato i dinamismi: il rinnovamento nella catechesi; la riforma liturgica – non solo come riforma “dall’alto”, ma quale progressiva presa di coscienza del ruolo di attori da parte dei fedeli –; il rinnovamento della spiritualità, che si è via via incentrata sui testi sacri e sulla Bibbia; il rinnovamento pastorale e la formazione dei membri del popolo di Dio”.

Dunque si cita espressamente la cosiddetta Chiesa del post-concilio e tutte le sue innovazioni che, sia in materia dottrinale che liturgica, è ormai risaputo essere in chiara rottura con la Tradizione, ossia con quanto la Chiesa ha sempre detto e fatto. La posizione su Lutero ne è un tipico esempio: condannato come eretico, oggi elevato a modello di spiritualità cristiana.

Questi sono i frutti (marci) del Concilio Vaticano II che, definendosi pastorale, pur evitando di pronunciare nuove dottrine su questioni di fede e costume, sicuramente lo ha fatto in modo sistematico, ordinario ed universale, poiché le nuove dottrine esistono eccome, creando danni enormi se non addirittura un deciso ostacolo e impedimento nella trasmissione della Fede.

In nome del Vaticano II la neo chiesa impone ai fedeli di venerare e apprezzare personaggi che la Chiesa ha sempre condannato fermamente.

Per chi non ha intenzione di subire il lavaggio del cervello operato da un clero che ha abbracciato il modernismo scivolando sempre più a fondo nell’eresia più perniciosa e diabolica (minacciando seriamente la salvezza dell’anima di chi li segue), rendiamo scaricabile un documento redatto da don Luigi Villa (clicclare ⇒qui) che ha il merito di rendere alla verità quanto dovutole.

Lutero, morto suicida, non è stato un mistico ma un eretico.

E l’eresia, il cattolico sa bene, non porta in Cielo ma precisamente da un’altra parte…

La Redazione

http://www.corsiadeiservi.it/

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