Piccola enciclopedia della commemorazione dell’eretico Lutero

Piccola enciclopedia della commemorazione dell’eretico Lutero


Dichiarazione congiunta firmata da Jorge Mario Bergoglio, vescovo romano, e Munib Yunan, vescovo luterano.

Attraverso il dialogo e la testimonianza condivisa non siamo più estranei. Anzi, abbiamo imparato che ciò che ci unisce è più grande di ciò che ci divide.

… siamo profondamente grati per i doni spirituali e teologici ricevuti attraverso la Riforma, confessiamo e deploriamo davanti a Cristo il fatto che luterani e cattolici hanno ferito l’unità visibile della Chiesa.

Mentre il passato non può essere cambiato, la memoria e il modo di fare memoria possono essere trasformati.

Riconosciamo che siamo liberati per grazia per camminare verso la comunione a cui Dio continuamente ci chiama.

Facciamo esperienza del dolore di quanti condividono tutta la loro vita, ma non possono condividere la presenza redentrice di Dio alla mensa eucaristica.

Esortiamo luterani e cattolici a lavorare insieme per accogliere chi è straniero, per venire in aiuto di quanti sono costretti a fuggire a causa della guerra e della persecuzione, e a difendere i diritti dei rifugiati e di quanti cercano asilo.

Oggi più che mai ci rendiamo conto che il nostro comune servizio nel mondo deve estendersi a tutto il creato, che soffre lo sfruttamento e gli effetti di un’insaziabile avidità.

esprimiamo la nostra gratitudine ai fratelli e alle sorelle delle varie Comunioni e Associazioni cristiane mondiali che sono presenti e si uniscono a noi in preghiera.

Piccolo commento a caldo (di L. P.):

Deo gratias! L’assassino, lo scismatico che ha spezzato la tunica inconsutile della Chiesa, il satanico eversore della dottrina cattolica, colui che definì il Vicario di Cristo “merda del diavolo”, il padre di coloro che oggi celebrano matrimoni sodomiti, il violatore di monache, lo stragista di migliaia di contadini, il crapulone, il suicida Lutero e la sua riforma, sono, secondo Jorge Mario Bergoglio, “un dono di Dio!” e con una Chiesa che, ancora una volta, si prende la colpa.Si rinnova il tradimento di Giuda e, con esso, la Passione di Gesù ad opera dei suoi, secondo quanto profetizzò Zaccaria. “E a chi lo interrogherà: come mai queste ferite sul tuo corpo?risponderà: Le ho ricevute nella casa di coloro che mi amavano!” (13, 7). E se non bastasse Zaccaria a testimoniare il tradimento di Roma, ci sono le visioni della beata Emmerick – e lo sapete anche voi – che vide la protestantizzazione della Chiesa Cattolica.

Ma “quei che più n’ha colpa / vegg’io a coda d’una bestia tratto / invèr la valle ove mai non si scolpa”  (Purg. XXIV, 82/84).

Non si sfugge alla vendetta di Dio. Altro che misericordia!!!!

Domine, rumpantur ilia proditoribus nostris.

Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat.


Discorso di Jorge Mario Bergoglio nella Malmö Arena – 31 ottobre 2016
rendo grazie a Dio per questa commemorazione congiunta dei 500 anni della Riforma,

riconosciamo che tra di noi è molto più quello che ci unisce di quello che ci separa.

un grande dono che Dio ci fa e, grazie al suo aiuto, siamo oggi qui riuniti, luterani e cattolici, in spirito di comunione

Il dialogo tra di noi ha permesso di approfondire la comprensione reciproca, di generare mutua fiducia e confermare il desiderio di camminare verso la comunione piena

A noi cristiani oggi è chiesto di essere protagonisti della rivoluzione della tenerezza.

Piccolo commento a caldo (di B.):

Perché Bergoglio ringrazia Dio per una cosa che ha voluto lui? Forse che Dio ha espresso la sua approvazione? O invece non è crollata la Cattedrale di San Benedetto a Norcia?

Zero in matematica, Bergoglio: il nulla – “quello che unisce” – non può essere “molto di più” del tutto – “quello che ci separa” -. Tranne che Bergoglio non parli per se stesso… ma non era cattolico?

Sarebbe bastato un volo a Malmö per riunire “in spirito di comunione” luterani e cattolici… non solo, ma da qui si desidera la “comunione piena”… segno che secondo Bergoglio già esisterebbe una comunione parziale. E’ più che evidente che Bergoglio parla per sé, perché una simile impossibilità non è cosa che riguardi i cattolici.
Comodo fare il “papa” dei cattolici e poi sentirsi in comunione con gli anticattolici!
Tranne che si tratti di attacchi acuti di schizofrenia… altro che ingravescente aetate!

La rivoluzione della tenerezza è una bestialità linguistica e… quindi… una solenne turlupinatura.

Un Dio geloso e vendicatore è il Signore,

vendicatore è il Signore, pieno di sdegno.

Il Signore si vendica degli avversari 
e serba rancore verso i nemici.

Il Signore è lento all’ira, ma grande in potenza
 e nulla lascia impunito.

[…]
Buono è il Signore, un asilo sicuro 
nel giorno dell’angoscia:
conosce quelli che confidano in lui 
quando l’inondazione avanza.

Stermina chi insorge contro di lui 
e i suoi nemici insegue nelle tenebre.

Naum, 1, 2-3 e 7-8

Preghiera ecumenica di Jorge Mario Bergoglio nella cattedrale luterana di Lund
31 ottobre 2016
In questo incontro di preghiera, qui a Lund, vogliamo manifestare il nostro comune desiderio di rimanere uniti a lui per avere la vita.

Non possiamo rassegnarci alla divisione e alla distanza che la separazione ha prodotto tra noi. Abbiamo la possibilità di riparare ad un momento cruciale della nostra storia, superando controversie e malintesi che spesso ci hanno impedito di comprenderci gli uni gli altri.

Gesù … ci guarda e il suo sguardo di amore ci incoraggia a purificare il nostro passato e a lavorare nel presente per realizzare quel futuro di unità a cui tanto anela.
dobbiamo guardare con amore e onestà al nostro passato e riconoscere l’errore e chiedere perdono: Dio solo è il giudice. Si deve riconoscere con la stessa onestà e amore che la nostra divisione si allontanava dalla intuizione originaria del popolo di Dio, che aspira naturalmente a rimanere unito

c’era una sincera volontà da entrambe le parti di professare e difendere la vera fede, ma siamo anche consapevoli che ci siamo chiusi in noi stessi per paura o pregiudizio verso la fede che gli altri professano con un accento e un linguaggio diversi

Con questo nuovo sguardo al passato non pretendiamo di realizzare una inattuabile correzione di quanto è accaduto, ma «raccontare questa storia in modo diverso»

Con gratitudine riconosciamo che la Riforma ha contribuito a dare maggiore centralità alla Sacra Scrittura nella vita della Chiesa.

L’esperienza spirituale di Martin Lutero ci interpella e ci ricorda che non possiamo fare nulla senza Dio.

Con il concetto di “solo per grazia divina”, ci viene ricordato che Dio ha sempre l’iniziativa e che precede qualsiasi risposta umana, … La dottrina della giustificazione, quindi, esprime l’essenza dell’esistenza umana di fronte a Dio.
Insieme possiamo annunciare e manifestare concretamente e con gioia la misericordia di Dio, difendendo e servendo la dignità di ogni persona. Senza questo servizio al mondo e nel mondo, la fede cristiana è incompleta.

Commento a caldo (di G.S.):
… costoro si oppongono alla verità: uomini dalla mente corrotta
e riprovati in materia di fede.
Costoro però non progrediranno oltre,
perché la loro stoltezza sarà manifestata a tutti…
(II Tim. 3, 8-9)

Non v’è dubbio che le parole di Bergoglio corrispondono a questa profezia di San Paolo: nella falsità e nella retorica galleggiano vanità, orgoglio, bestemmia, slealtà, maldicenza, tradimento, sfrontatezza, “con la parvenza della pietà, mentre [ne è] rinnegata la forza interiore” (cfr. II Tim. 3, 1-4).

Queste parole spiegano a sufficienza perché Bergoglio ha voluto rendere omaggio a Lutero: una profonda affinità di sentire e di pensare lo lega a quel sovvertitore della Fede, rivelando come insieme appartengano a quelli che “si oppongono alla verità: uomini dalla mente corrotta e riprovati in materia di fede.” (II Tim. 3, 8).

Non è la “separazione” che ha prodotto la “divisione” e la “distanza”, ma fu Lutero a volerle, ed è Bergoglio che le conferma con la parvenza della pietà….Non sono le “controversie” e i “malintesi” che impediscono la comprensione, ma è la acclarata comprensione che comanda di scartare e condannare l’errore e la sovversione di Lutero, che Bergoglio conferma con la parvenza della pietà….

Non siamo noi cattolici che dobbiamo “purificare il nostro passato”, ma sono i protestanti a dover rigettare il loro, per ricondursi alla verità e all’unità nell’unica Chiesa Cattolica voluta da Cristo, che Lutero ha voluto sovvertire, esaltato oggi da Bergoglio con la parvenza della pietà….

Non siamo noi cattolici che “dobbiamo guardare con amore e onestà al nostro passato e riconoscere l’errore e chiedere perdono”, ma sono i protestanti a doverlo fare e a chiedere perdono a Dio: Egli infatti li ha già giudicati, mentre oggi Bergoglio li assolve con la parvenza della pietà….E’ vero che il “popolo di Dio” aspirava a rimanere unito, nella Chiesa cattolica, ma fu Lutero a brigare e a fornicare per sviare il popolo dalla retta via, mentre oggi Bergoglio lo conferma nell’errore e nella deviazione, con la parvenza della pietà….

Non è vero che con “sincera volontà” “entrambe le parti” professano e difendono “la vera fede”… anzi, queste parole di Bergoglio ribadiscono il contrario, almeno per quanto riguarda i protestanti e Bergoglio stesso. Vero è, invece, che “entrambi le parti” – protestanti e Bergoglio – non professano la vera fede e difendono solo la loro fede di parte, come fece Lutero e come oggi conferma Bergoglio con la parvenza della pietà….
Non si tratta di “accento” e “linguaggio” diversi, ma di una fede diversa, che non è la fede di Cristo e degli Apostoli: una fede a proprio piacimento, come la volle Lutero e come Bergoglio oggi la ribadisce con la parvenza della pietà….

Errare è umano, perseverare è diabolico: e Bergoglio professa tale perseveranza asserendo che “non pretendiamo di realizzare una inattuabile correzione” – che tuttavia dovrebbe essere realizzata dai protestanti e non dai cattolici –; e in questo invito a perseverare nell’errore si rivela tutta la valenza diabolica di una “mente corrotta” e di un essere “riprovato in materia di fede”… con la sfrontata esortazione a mentire e a falsificare, espresse con le parole: “raccontare questa storia in modo diverso”; il tutto presentato con la parvenza della pietà….

E’ due volte falso “che la Riforma ha contribuito a dare maggiore centralità alla Sacra Scrittura nella vita della Chiesa”. Una volta perché la Chiesa l’ha sempre fatto, e l’ha fatto in conformità alla verità; un’altra volta perché Lutero diede centralità solo alla libera interpretazione – la sua – della Scrittura, allo scopo di distorcere la verità.E solo Bergoglio può essere grato per queste falsità, che egli conferma e offre a credere ai cattolici in forza della sua intima affinità con Lutero e in vista della nuova corruzione della fede, che tuttavia persegue con la parvenza della pietà….

Lutero non visse alcuna “esperienza spirituale”, ma solo una perversa, lubrica e titanica esperienza ai limiti inferiori dell’umano. Solo Bergoglio poteva bestemmiare al punto da suggerire che tale “esperienza spirituale” “ci ricorda che non possiamo fare nulla senza Dio“… come se Lutero avesse realizzato le sue mire subumane con l’aiuto e la benedizione di Dio; quando invece si trattò in tutta chiarezza dell’aiuto e della maledizione del Demonio, qui fatte proprie da Bergoglio con la parvenza della pietà….

E il colmo dell’empietà Bergoglio lo raggiunge quando ribatte lo stesso concetto più chiaramente: “ci viene ricordato che Dio ha sempre l’iniziativa e che precede qualsiasi risposta umana”; calandosi gioiosamente nei panni di Lutero, affermando che “La dottrina della giustificazione, quindi, esprime l’essenza dell’esistenza umana di fronte a Dio.”
Mentre invece la giustificazione “solo per grazia divina” è la negazione dell’insegnamento di Cristo. E’ inevitabile allora che Bergoglio giunga alla conclusione che “Insieme possiamo annunciare e manifestare concretamente e con gioia la misericordia di Dio, difendendo e servendo la dignità di ogni persona. Senza questo servizio al mondo e nel mondo, la fede cristiana è incompleta.” A conferma che Cristo e il suo insegnamento sono stati messi da parte per far posto alle suggestioni dell’Anticristo che vuole l’uomo non al servizio di Dio, ma “del mondo e nel mondo”. Istanza talmente sentita da Bergoglio che senza esitazione apostata la vera fede sentenziando che senza il detto apporto del Demonio “la fede cristiana è incompleta”.

Ecco allora che stiamo vivendo i giorni predetti da San Paolo, i giorni dell’iniquità:

Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole. (II Tim 4, 3-4)

Così che per noi cattolici  vale l’ingiunzione:

Si allontani dall’iniquità chiunque invoca il nome del Signore (II Tim 2, 19)

e incombe il dovere di esclamare a imitazione di Gesù Cristo, alto e forte rivolti a Bergoglio:  Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini! (Mt 16, 23; Mc. 8, 33)




Trafiletto di L. P.:

Con commozione, Bergoglio afferma che luterani e cattolici sono “profondamente grati per i doni spirituali e teologici ricevuti attraverso la Riforma, un dono per l’unità dei cristiani”.

Da ciò consegue che la vera Chiesa è quella luterana che, quale ottavo dono dello Spirito Santo, gode dell’assistenza della Santissima Trinità onde, se fila il sillogismo, noi tutti, cattolici, dovremmo aderire a quella chiesa per poterci sentire nella Chiesa di Cristo.

Ma, beatissimo Papa Bergoglio, noi avremmo delle serie difficoltà a fare il salto del fossato perché dovremmo ritenere:

1) illegittima la scomunica comminata da Leone X con la bolla “Decet Romanum Pontificem” del 3 gennaio 1521 –

2) inutile la cosiddetta “Riforma cattolica” attuata dal Concilio di Trento – quella che i nemici definiscono “Controriforma” –

3) casuale se non superflua o mitologica, come afferma la Scuola di Tubinga, la fioritura di santità che costella luminosa la storia della Chiesa (martiri, confessori, vergini, missionari. . .) –

4) esclusivi dello scisma luterano i frutti spirituali –

5) castello di carta tutto l’impianto teologico – N. T., Tradizione, Santi Padri, Dottori – e, quindi, logicamente da rottamare:

a) la presenza reale di Cristo nell’Eucaristìa –
b) le opere di bene che necessariamente si affiancano alla fede –
c) il culto di iperdulìa reso alla Vergine Marìa –
d) il carattere sacrificale della Santa Messa –
e) i sacramenti quale via e pratica di salvezza –
f) il primato di Pietro e l’infallibilità ex cathedra –
g) l’efficacia dell’indulgenza –
h) il culto dei santi –
i) il magistero principe della Chiesa nell’interpretazione biblica –
l) il sacerdozio maschile –
m) il celibato del clero –
n) il libero arbitrio.

Per contro dovremmo, rispettivamente, credere:

l’Eucaristìa come simbolo del Corpo di Cristo;
la “sola fides” come mezzo di salvezza;
il culto della vergine quale “cancro del cattolicesimo”, siccome afferma Karl Barth;
la Messa quale semplice memoria della Cena pasquale;
inutili i sacramenti;
il Papa un abusivo capo di una chiesa;
inutili le indulgenze;
inutile e idolatrico il culto dei santi;
erroneo il Magistero cattolico;
valida l’interpretazione personale della Sacra Scrittura;
liberi il sacerdozio e le dignità episcopale femminile,
ed, infine, legittimo il matrimonio omosessuale celebrato in chiesa.

Santità, vuole sapere come la pensiamo? Glielo diciamo con la coraggiosa, luminosa e chiara risposta data al massone Napoleone Bonaparte da Pio VII: NON POSSUMUS, NON VOLUMUS, NON DEBEMUS – non possiamo, non vogliamo, non dobbiamo.

Sacrosanto Concilio Tridentino

Sessione VI – 13 gennaio 1547

Cànoni sulla Dottrina della Giustificazione

1 – Se qualcuno afferma che l’uomo può essere giustificato davanti a Dio dalle sue opere, compiute con le sole forze umane, o con il solo insegnamento della legge, senza la grazia divina meritata da Gesú Cristo: sia anàtema.
2 – Se qualcuno afferma che la grazia divina meritata da Gesú Cristo viene data solo perché l’uomo possa piú facilmente vivere giustamente e meritare la vita eterna, come se col libero arbitrio, senza la grazia, egli possa realizzare l’una e l’altra cosa, benché faticosamente e con difficoltà: sia anàtema.
3 – Se qualcuno afferma che l’uomo, senza previa ispirazione ed aiuto dello Spirito Santo, può credere, sperare ed amare o pentirsi come si conviene, perché gli venga conferita la grazia della giustificazione: sia anàtema.
4 – Se qualcuno dice che il libero arbitrio dell’uomo, mosso ed eccitato da Dio, non coopera in nessun modo esprimendo il proprio assenso a Dio, che lo muove e lo prepara ad ottenere la grazia della giustificazione; e che egli non può dissentire, se lo vuole, ma come cosa senz’anima non opera in nessun modo e si comporta del tutto passivamente: sia anàtema.
5 – Se qualcuno afferma che il libero arbitrio dell’uomo dopo il peccato di Adamo è perduto ed estinto; o che esso è cosa di sola apparenza anzi nome senza contenuto e finalmente inganno introdotto nella chiesa da Satana: sia anàtema.
6 – Se qualcuno afferma che non è potere dell’uomo rendere cattive le sue vie, ma che è Dio che opera il male come il bene, non solo permettendoli, ma anche volendoli in sé e per sé, di modo che possano considerarsi opera sua propria il tradimento di Giuda non meno che la chiamata di Paolo: sia anàtema.
7 – Se qualcuno dice che tutte le opere fatte prima della giustificazione, in qualunque modo siano compiute, sono veramente peccati che meritano l’odio di Dio, e che quanto piú uno si sforza di disporsi alla grazia tanto piú gravemente pecca: sia anàtema.
8 – Se qualcuno afferma che il timore dell’inferno, per il quale, dolendoci dei peccati, ci rifugiamo nella misericordia di Dio o ci asteniamo dal male, è peccato e rende peggiori i peccatori: sia anàtema.
9 – Se qualcuno afferma che l’empio è giustificato dalla sola fede, cosí da intendere che non si richieda nient’altro con cui cooperare al conseguimento della grazia della giustificazione e che in nessun modo è necessario che egli si prepari e si disponga con un atto della sua volontà: sia anàtema.
10 – Se qualcuno dice che gli uomini sono giustificati senza la giustizia del Cristo mediante la quale egli ha meritato per noi, o che essi sono formalmente giusti proprio per essa: sia anàtema.
11 – Se qualcuno afferma che gli uomini sono giustificati o per la sola imputazione della giustizia del Cristo, o con la sola remissione dei peccati, senza la grazia e la carità che è diffusa nei loro cuori mediante lo Spirito Santo e inerisce ad essi; o anche che la grazia, con cui siamo giustificati, è solo favore di Dio: sia anàtema.
12 – Se qualcuno afferma che la fede giustificante non è altro che la fiducia nella divina misericordia, che rimette i peccati a motivo del Cristo, o che questa fiducia sola giustifica: sia anàtema.
13 – Chi afferma che per conseguire la remissione dei peccati è necessario che ogni uomo creda con certezza e senza alcuna esitazione della propria infermità e indisposizione, che i peccati gli sono rimessi: sia anàtema.
14 – Se qualcuno afferma che l’uomo è assolto dai peccati e giustificato per il fatto che egli crede con certezza di essere assolto e giustificato, o che nessuno è realmente giustificato, se non colui che crede di essere giustificato, e che l’assoluzione e la giustificazione venga operata per questa sola fede: sia anàtema.
15 – Se qualcuno afferma che l’uomo rinato e giustificato è tenuto per fede a credere di essere certamente nel numero dei predestinati: sia anàtema.
16 – Se qualcuno dice, con infallibile ed assoluta certezza, che egli avrà certamente il grande dono della perseveranza finale – a meno che sia venuto a conoscere ciò per una rivelazione speciale -: sia anàtema.
17 Se qualcuno afferma che la grazia della giustificazione viene concessa solo ai predestinati alla vita, e che tutti gli altri sono bensí chiamati, ma non ricevono la grazia, in quanto predestinati al male per divino volere: sia anàtema.
18 – Se qualcuno dice che anche per l’uomo giustificato e costituito in grazia i comandamenti di Dio sono impossibili a osservarsi: sia anàtema.
19 – Chi afferma che nel Vangelo non si comanda altro, fuorché la fede, che le altre cose sono indifferenti, né comandate, né proibite, ma libere; o che i dieci comandamenti non hanno nulla a che vedere coi cristiani: sia anàtema.
20 – Se qualcuno afferma che l’uomo giustificato e perfetto quanto si voglia non è tenuto ad osservare i comandamenti di Dio e della Chiesa, ma solo a credere, come se il Vangelo non fosse altro che una semplice e assoluta promessa della vita eterna, non condizionata all’osservanza dei comandamenti: sia anàtema.
21 – Se qualcuno afferma che Gesú Cristo è stato dato agli uomini da Dio come redentore, in cui confidare e non anche come legislatore, cui obbedire: sia anàtema.
22 – Se qualcuno afferma che l’uomo giustificato può perseverare nella giustizia ricevuta senza uno speciale aiuto di Dio, o non lo può nemmeno con esso: sia anàtema.
23 – Se qualcuno afferma che l’uomo, una volta giustificato, non può piú peccare, né perdere la grazia, e che quindi chi cade e pecca, in realtà non mai è stato giustificato; o, al contrario, che si può per tutta la vita evitare ogni peccato, anche veniale, senza uno speciale privilegio di Dio, come la Chiesa ritiene delle beata Vergine: sia anàtema.
24 – Se qualcuno afferma che la giustizia ricevuta non viene conservata ed anche aumentata dinanzi a Dio con le opere buone, ma che queste sono solo frutto e segno della giustificazione conseguita, e non anche causa del suo aumento: sia anàtema.
25 – Se qualcuno afferma che in ogni opera buona il giusto pecca almeno venialmente, o (cosa ancor piú intollerabile) mortalmente, e quindi merita le pene eterne, e che non viene condannato solo perché Dio non gli imputa a dannazione quelle opere: sia anàtema.
26 – Se qualcuno afferma che i giusti non devono aspettare e sperare da Dio – per la sua misericordia e per tutti meriti di Gesú Cristo – l’eterna ricompensa in premio delle buone opere che essi hanno compiuto in Dio, qualora, agendo bene ed osservando i divini comandamenti, abbiano perseverato fino alla fine: sia anàtema.
27 – Se qualcuno afferma che non vi è peccato mortale, se non quello della mancanza di fede, o che la grazia, una volta ricevuta, non può essere perduta con nessun altro peccato, per quanto grave ed enorme, salvo quello della mancanza di fede: sia anàtema.
28 – Se qualcuno afferma che, perduta la grazia col peccato, si perde sempre insieme anche la fede, o che la fede che rimane non è vera fede, in quanto non è viva, o che colui che ha la fede senza la carità, non è cristiano: sia anàtema.
29 – Se qualcuno afferma che chi dopo il battesimo è caduto nel peccato non può risorgere con la grazia di Dio; o che può recuperare la grazia perduta, ma per la sola fede, senza il sacramento della penitenza, come la santa Chiesa romana e universale, istruita da Cristo Signore e dai suoi Apostoli, ha finora creduto, osservato e insegnato: sia anàtema.
30 – Se qualcuno afferma che dopo aver ricevuto la grazia della giustificazione, a qualsiasi peccatore pentito viene rimessa la colpa e cancellato il debito della pena eterna in modo tale che non gli rimanga alcun debito di pena temporale da scontare sia in questo mondo sia nel futuro in purgatorio, prima che possa essergli aperto l’ingresso al regno dei cieli: sia anàtema.
31 – Se qualcuno afferma che colui che è giustificato pecca, quando opera bene in vista della eterna ricompensa: sia anàtema.
32 – Se qualcuno afferma che le opere buone dell’uomo giustificato sono doni di Dio, cosí da non essere anche meriti di colui che è giustificato, o che questi con le buone opere da lui compiute per la grazia di Dio e i meriti di Gesú Cristo (di cui è membro vivo), non merita realmente un aumento di grazia, la vita eterna e il conseguimento della stessa vita eterna (posto che muoia in grazia) ed anche l’aumento della gloria: sia anàtema.
33 – Se qualcuno afferma che con questa dottrina cattolica della giustificazione, espressa dal santo sinodo col presente decreto, si riduce in qualche modo la gloria di Dio o i meriti di Gesú Cristo nostro Signore, e non piuttosto si manifesta la verità della nostra fede e infine la gloria di Dio e di Gesú Cristo: sia anàtema.

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...