La concretezza della chiesa di Padre Jorge

di P. Wimmer


Pubblicato sul sito portoghese Fratres in unum
L’immagine è nostra

 


http://www.unavox.it/


 

Padre Jorge torna alla carica contro quelli che pensa siano “schemi astratti”.

Per essere molto concreti, prendiamo l’esempio di un padre di famiglia che, ai suoi 50 anni, decide di lasciare la moglie e i figli per andare a vivere con una donna di 25 anni. La moglie non è più attraente, i figli, giovani e adolescenti, danno lavoro. Ed ecco che egli si trasferisce in un appartamento vicino al posto di lavoro, dove tra l’altro ha conosciuto la sua nuova, molto nuova “compagna”, per incominciare a vivere la sua modesta vita piccolo borghese, perché, dopo tutto, i loro stipendi lo permettono.

Lui, che è cristiano, e non pensa secondo la logica astratta e legalista del passato, vuole aprirsi a nuove possibilità, vuole respirare un po’ dopo tanti anni di convivenza non sempre piacevole, quasi forzata. Vuole dimenticare le difficoltà di inizio carriera e vuole, in definitiva, provare il nuovo, la libertà. Niente schemi astratti e legalisti!

La moglie, che lo ha sempre aiutato e ha combattuto con lui, e gli ha dato due figli, poco laboriosa in verità, guarderà il cambiamento alla finestra. Già pensa di scaricare un’applicazione sul cellulare per vedere se riesce a trovare un nuovo “partner”. Quello che conta, dopo tutto, è vivere qui e ora, vivere la precarietà del momento, vivere le sorprese della vita con spirito aperto e senza schemi rigidi e preconcetti. Anche lei vuole avere il diritto di essere felice, vuole vivere la speranza.

Il marito scontento e la sua nuova gonnella verranno accolti nella vicina chiesa del quartiere, la chiesa di Padre Jeorge.

Padre Jorge detesta i vincoli causati della religione. La religione non deve pesare per niente sulle persone. Dov’essere un’oasi di accoglienza e tenerezza. Già il mondo esige troppo … Creare altri problemi? Esigenze? Oneri? Niente di tutto ciò! Padre Jorge sa che tutto è difficile. Egli stesso nella sua vita di consacrato, ha già le sue difficoltà. Le persone devono sentirsi bene. Che ognuno segua la propria coscienza. Dio non guarda i risultati e l’efficienza. Questa è una versione capitalista della religione. Ciò che conta è vivere la giustizia nel proprio giorno per giorno,  promuovere la fratellanza e la condivisione.

Padre Jorge vuole accogliere, vuole toccare, vuole l’unione dei cuori e delle menti in un sentimento indifferenziato di svuotamento di sé – kenotico.

Il marito scontento e avventuriero e la sua nuova gonnella non vogliono in alcun modo sottoporsi alla terapia domenicale, la terapia umanista di accoglienza. Loro si sentono bene nella comunità. Possono andare al club, pranzare tranquilli, bere al bar della piscina fino alle 19,00, in bermuda, e terminare in bellezza andando a Messa alle 20,30.

Nella parrocchia ci sono molte attività di promozione sociale. Padre Jorge è molto attento a non usare neanche l’ombra del proselitismo. La chiesa deve occuparsi delle condizioni concrete di chi chiede, senza opprimerli con la dottrina. La dottrina genera solo divisioni e affermazioni dell’io. Essa non deve proporre alcunché ad alcuno, tranne l’impegno per la condivisione e la giustizia. Padre Jorge ha fatto un accordo con il Rotary e un altro con il Terreiro Maria Padilha [apposito luogo di un culto di un rito afro-brasiliano]. Per Padre Jorge, ciò che conta è fare del bene, senza creare divisioni. Per lui, le persone devono rimanere dove sono, perché se Dio le ha messe lì, è lì che devono rimanere!
La funzione della religione è quella di servire l’essere umano. E soprattutto: per Padre Jorge, non importa quello che fai tra le quattro mura! Chi è lui per giudicare?

E il “ministero musicale” di Padre Jorge? E’ così buono – un repertorio ben accogliente, anche sentimentale, che certamente porterà ad una nuova “famiglia” – marito scontento e gonnella – a lacrime di tenerezza e di oblio di sé, facendo sperimentare il dio concreto e lieve che non vincola con leggi e codici astratti di condotta.

Per Padre Jorge, tutto è una gran dialettica di precarietà, nulla è definitivo. La sintesi si ha col confronto degli opposti. Egli pensa così dal momento che la sua opinione prevale sempre. Per lui, non si può ingessare la realtà. Dobbiamo stare attenti ai segni dei tempi, come diceva San Giovanni XXIII, il papa buono.

Padre Jorge è l’uomo più ascoltato del mondo. Dicono che un suo amico gli scrive le omelie. Quest’amico ha perfino un libro sulla teoria del tocco e del bacio.

Guai a contrariare Padre Jorge.

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