“Arturo Sosa Abascal, generale dei Gesuiti, intervistato: mi identifico in Papa Francesco, la parola è relativa e il Vangelo è scritto da esseri umani”

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“Arturo Sosa Abascal, generale dei Gesuiti, intervistato: mi identifico in Papa Francesco, la parola è relativa e il Vangelo è scritto da esseri umani” di Finan Di Lindisfarne

Intervistato da una testata svizzera, il capoccione dei Gesuiti – o forse sarebbe meglio chiamarli Sataniti – ha proferito parole eretiche e pericolosissime per le anime dei fedeli. Leggete:

D. – Il cardinale Gerhard L. Műller, prefetto della congregazione per la dottrina della fede, ha detto a proposito del matrimonio che le parole di Gesù sono molto chiare e “nessun potere in cielo e in terra, né un angelo né il papa, né un concilio né una legge dei vescovi, ha la facoltà di modificarle”.

R. – Intanto bisognerebbe incominciare una bella riflessione su che cosa ha detto veramente Gesù. A quel tempo nessuno aveva un registratore per inciderne le parole. Quello che si sa è che le parole di Gesù vanno contestualizzate, sono espresse con un linguaggio, in un ambiente preciso, sono indirizzate a qualcuno di definito.

(Traduzione: il Vangelo è inaffidabile perchè non esistevano i registratori. La testimonianza degli Apostoli va presa con le pinze. N.d.r.)

D. – Ma allora, se tutte le parole di Gesù vanno esaminate e ricondotte al loro contesto storico, non hanno un valore assoluto.

R. – Nell’ultimo secolo nella Chiesa c’è stato un grande fiorire di studi che cercano di capire esattamente che cosa volesse dire Gesù… Ciò non è relativismo, ma certifica che la parola è relativa, il Vangelo è scritto da esseri umani, è accettato dalla Chiesa che è fatta di persone umane… Perciò è vero che nessuno può cambiare la parola di Gesù, ma bisogna sapere quale è stata!

(Traduzione: si chiama relativismo, che è in contrasto con la Fede Cattolica, che si fonda su verità ASSOLUTE. Il Satanita insiste sul fatto che “bisogna capire cosa ha esattamente detto Gesù”. Quindi il Vangelo non è affidabile. N.d.r.)

D. – È discutibile anche l’affermazione in Matteo 19, 3-6: “Non divida l’uomo ciò che Dio ha congiunto”?

R. – Io mi identifico con quello che dice papa Francesco. Non si mette in dubbio, si mette a discernimento…

(Traduzione: tra la Parola di Dio e la parola di Bergoglio, scelgo Bergoglio. Dubbio e discernimento… ma non prenderci in giro, Sosa! N.d.r.)

D. – Ma il discernimento è valutazione, è scelta tra diverse opzioni. Non c’è più un obbligo di seguire una sola interpretazione…

R. – No, l’obbligo c’è sempre, ma di seguire i risultati del discernimento.

(Traduzione: c’è l’obbligo di seguire i dettami di Bergoglio e delle sue eresie. N.d.r.)

D. – Però la decisione finale si fonda su un giudizio relativo a diverse ipotesi. Prende in considerazione dunque anche l’ipotesi che la frase “l’uomo non divida…” non sia esattamente come appare. Insomma mette in dubbio la parola di Gesù.

R. – Non la parola di Gesù, ma la parola di Gesù come noi l’abbiamo interpretata. Il discernimento non sceglie tra diverse ipotesi ma si pone in ascolto dello Spirito Santo, che – come Gesù ha promesso – ci aiuta a capire i segni della presenza di Dio nella storia umana.

(Traduzione: le Parole di Gesù sono chiarissime e fatte per essere capite da tutti. Questo falsario invece usa le parole come facevano i sofisti. Vade retro, Gesuita! N.d.r.)

D. Ma come discernere?

R. – Papa Francesco fa discernimento seguendo sant’Ignazio, come tutta la Compagnia di Gesù: bisogna cercare e trovare, diceva sant’Ignazio, la volontà di Dio. Non è una ricerca da burletta. Il discernimento porta a una decisione: non si deve solo valutare, ma decidere.

(Traduzione: No, decisamente! Bergoglio non fa come Sant’Ignazio! Non diciamo castronerie, Sua Diabolicità, per favore. N.d.r.)

D. – E chi deve decidere?

R. – La Chiesa ha sempre ribadito la priorità della coscienza personale.

(Traduzione: Altra menzogna. La Chiesa ha sempre ribadito l’oggettività dell’insegnamento. Lei, invece, “Padre”, propone la religione del relativismo, ovvero “ognuno faccia come vuole”, che si sposa benissimo con la dottrina luterana. Che infatti vi piace tanto. N.d.r.)

D. – Quindi se la coscienza, dopo il discernimento del caso, mi dice che posso fare la comunione anche se la norma non lo prevede…

R. – La Chiesa si è sviluppata nei secoli, non è un pezzo di cemento armato. È nata, ha imparato, è cambiata. Per questo si fanno i concili ecumenici, per cercare di mettere a fuoco gli sviluppi della dottrina. Dottrina è una parola che non mi piace molto, porta con sé l’immagine della durezza della pietra. Invece la realtà umana è molto più sfumata, non è mai bianca o nera, è in uno sviluppo continuo.

(Traduzione: La Dottrina vi fa schifo, perchè vi fa schifo la Parola di Dio. Si vergogni e si tolga l’abito. La realtà è sfumata? Mi viene il dubbio che lei abbia delle turbe psichiche. N.d.r.)

D. – Mi par di capire che per lei ci sia una priorità della prassi del discernimento sulla dottrina.

R. – Sì, ma la dottrina fa parte del discernimento. Un vero discernimento non può prescindere dalla dottrina.

(Traduzione: il Discernimento, come diceva il suo Santo Fondatore, è un dono che consente di “discernere” se uno spirito proviene da Dio, da Satana, o dall’uomo. La Dottrina invece è l’eredità che Cristo ci ha lasciato e mantenuta e difesa dalla Chiesa nei Secoli. La sua affermazione è un controsenso. Se lei, poi, dice che “un vero discernimento non può prescindere dalla dottrina”, allora non può sostenere che Gesù vada reinterpretato.)

D. – Però può giungere a conclusioni diverse dalla dottrina.

R. – Questo sì, perché la dottrina non sostituisce il discernimento e neanche lo Spirito Santo.

(Traduzione: mi chiamo Sosa, sono il generale dei gesuiti e sono convinto di essere superiore a Dio. Quindi cambio la dottrina insieme ai miei amiconi come Spadaro, Bergoglio e gli altri. N.d.r.)

(Fonte: http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/02/22/matrimonio-e-divorzio-il-generale-dei-gesuiti-anche-gesu-va-reinterpretato/)

Ho voluto un pò scherzare tra le righe, ma la cosa è preoccupante.

La Chiesa ha bisogno di purificazione. Soprattutto da mele marce come questo eretico Gesuita.

Quello che viene proposto è un veleno pericolosissimo che Benedetto XVI chiamò “DITTATURA DEL RELATIVISMO”.

E fece bene a chiamarla dittatura, perchè chi osa affermare l’oggettività della Dottrina viene subito messo a tacere dal capo supremo, anch’egli gesuita relativista.

Vi lascio a contemplare la foto di questo “Generale in magliettina”. Diffidate da chi vi propone una religione basata solo sulla coscienza personale!

Gesù è venuto a salvarci ed è andato in Croce. C’è poco da reinterpretare.

Finan di Lindisfarne

 

https://anonimidellacroce.wordpress.com/

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